GAS

Che cosa è Linea Più e perché è nata?
Linea Più è una società che nasce dall’alleanza tra quattro importanti aziende di servizi pubblici del Sud Lombardia e precisamente Aem Cremona, Astem Lodi, Asm Pavia, Cogeme Rovato.
L’obiettivo dell’alleanza è quello di consentire alle quattro aziende di affrontare al meglio la liberalizzazione dei mercati per continuare a fornire alla clientela servizi tradizionali ed innovativi a costi competitivi e con elevati standard di qualità.

Cosa è successo il 1° gennaio 2003?
Le quattro società hanno separato le attività di distribuzione del gas da quelle di vendita, così come previsto dal “decreto Letta” (D.lgs del 23.5.2000 n.164) che ha avviato la liberalizzazione del mercato del gas in Italia.
Le quattro società continuano ad occuparsi della gestione della rete (allacciamenti, manutenzione, sicurezza) mentre l’attività di vendita è affidata alla società controllata Linea Più, che le subentra nei rapporti con i clienti.

Che cosa è cambiato in pratica per i clienti?
Linea Più è diventata responsabile dei rapporti commerciali di vendita gas. Il passaggio, avvenuto in automatico, non ha richiesto alcuna operazione burocratica da parte del cliente.

Chi invia la fattura del gas al cliente?
Da gennaio la fattura riguardante i consumi del gas viene emessa direttamente da Linea Più.

Cambiano le condizioni di fornitura?
No. Rimangono valide le condizioni di fornitura a suo tempo sottoscritte con la propria azienda.

Occorre stipulare un nuovo contratto?
No. Per quanto riguarda la fornitura di gas il contratto, a suo tempo stipulato, è stato automaticamente passato a Linea Più

ENERGIA ELETTRICA

Cosa vuole dire che il mercato dell'elettricità è libero?
Significa che i clienti possono scegliere liberamente da quale venditore, e a quali condizioni, comprare l’elettricità. L’impresa di distribuzione, che gestisce la rete elettrica locale, rimane invece la stessa anche se il cliente sceglie un nuovo venditore.

Da quando posso scegliere il fornitore di elettricità per l’abitazione?
Dal 1 luglio 2007 il mercato dell’elettricità è libero anche per i clienti domestici, cioè i consumatori che acquistano energia elettrica per le proprie abitazioni: da quella data, anche loro sono quindi liberi di acquistare energia da un venditore diverso dal distributore locale che li ha riforniti fino ad ora.

Quali servizi vengono liberalizzati?
La liberalizzazione del 1 luglio 2007 riguarda l’attività di vendita dell’energia elettrica ai clienti domestici.
Perché l’energia elettrica arrivi nelle abitazioni per essere venduta ai clienti domestici deve essere prodotta in appositi impianti, e trasportata sulle reti di trasmissione nazionali e di distribuzione locali fino al contatore. Le attività di trasmissione e distribuzione restano gestite in esclusiva dagli stessi operatori che l’hanno fatto fino ad oggi, perché non sarebbe conveniente realizzare nuove reti in concorrenza con quelle esistenti.
Le attività di produzione dell’energia elettrica, di importazione e di vendita all’ingrosso sono già stata liberalizzate nel 1999. Il servizio di vendita per le utenze diverse dall’abitazione è già stato liberalizzato gradualmente negli scorsi anni, partendo nel 1999 dai clienti con i consumi più elevati ed estendendo in seguito la liberalizzazione ai clienti con consumi più bassi. Dal luglio 2004 tutti i clienti non domestici sono liberi di scegliere il proprio fornitore.

Potranno aumentare le interruzioni o gli sbalzi di tensione?
La qualità tecnica dell’energia elettrica non cambia perché non dipende dalla impresa di vendita: interruzioni o sbalzi di tensione dipendono da guasti o incidenti che possono interessare la produzione o le infrastrutture (normalmente le reti di distribuzione) che continuano ad essere gestite dallo stesso distributore. L’eventuale cambiamento del venditore non influenza la continuità del servizio, sempre assicurata dal distributore che resta lo stesso. Anche dopo il 1 luglio 2007 le imprese di distribuzione devono continuare a rispettare gli obiettivi di miglioramento della continuità del servizio, cioè ridurre il numero e la durata delle interruzioni, secondo gli obiettivi stabiliti periodicamente dall’Autorità.

A chi bisogna rivolgersi in caso di guasti al contatore o agli impianti?
La riparazione dei guasti e il ripristino dell’alimentazione restano responsabilità dell’impresa di distribuzione. Il numero di telefono del servizio guasti quindi non cambia.

Chi si occupa dei nuovi allacciamenti?
Anche in seguito alla liberalizzazione, è sempre compito dell’ impresa di distribuzione locale realizzare gli allacciamenti, posare i contatori e attivare la fornitura. Il distributore si attiverà per tali adempimenti a seguito della richiesta del cliente, se questi non ha scelto un venditore nel mercato libero. Se invece il cliente ha già stipulato un contratto di fornitura con un venditore di sua scelta potrà chiedere al venditore di presentare la richiesta, di allacciamento e attivazione, al distributore per conto del cliente stesso. L’impresa di distribuzione continua ad essere responsabile anche per tutti i lavori sulla rete o sugli impianti richiesti dal cliente (ad esempio, spostare il contatore).

Chi legge il contatore?
Anche per i clienti che cambiano venditore la lettura del contatore continuerà ad essere eseguita dall’impresa di distribuzione. Sarà invece il venditore a stabilire in contratto la periodicità con cui dovrà essere letto il contatore, a calcolare quanto dovuto per l’energia consumata, e ad emettere la bolletta per il pagamento. In ogni caso, secondo quanto stabilito dall’Autorità, il cliente ha diritto ad avere almeno un tentativo di lettura all’anno se ha un contratto che prevede una potenza impegnata fino a 30kW e almeno una volta al mese negli altri casi.

Cosa succede quando si cambia venditore?
Cambiare venditore significa semplicemente acquistare l’energia elettrica da un’impresa diversa da quella che rifornisce attualmente, alle condizioni di fornitura stabilite nel contratto stipulato con il nuovo venditore.
L’energia elettrica continua ad essere consegnata, al contatore, attraverso le reti e gli impianti gestiti dall’impresa di distribuzione locale con le caratteristiche tecniche (tensione e potenza) previste dal contratto.

Cosa succede se NON cambio venditore?
Per i clienti che non scelgono un nuovo fornitore sono previste due diverse soluzioni:

  • i clienti domestici ed i clienti con consumi ridotti alimentati in bassa tensione (imprese con meno di 50 dipendenti e con fatturato annuo fino a 10 milioni di euro) continuano ad essere riforniti dal distributore locale, anche tramite un’apposita società di vendita, a condizioni e prezzi definiti dall’Autorità; questo vale anche quando il cliente, che ha già scelto il mercato libero, rimane senza fornitore (ad esempio per fallimento del venditore).
  • per gli altri clienti (le imprese con 50 o più dipendenti e fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro, o quelle non alimentate in bassa tensione) è istituito un “servizio di salvaguardia”, che assicura la fornitura a condizioni tali da incentivare il passaggio al mercato libero. 

Cosa cambia per il costo del servizio?
Il costo del servizio di fornitura di energia elettrica è formato da due principali componenti:

  • una parte che riguarda i costi di trasporto e distribuzione dell’energia dall’impianto di produzione al contatore del cliente finale e gli oneri di sistema;
  • un’altra parte, più rilevante, che riguarda i costi di acquisto e vendita dell’energia al cliente finale (prezzo dell’energia).

Per il servizio elettrico il cliente non paga più una tariffa stabilita dall’Autorità, ma un prezzo libero, stabilito nel contratto di vendita e comprendente le due componenti sopra ricordate.
Infatti il prezzo libero comprenderà comunque anche i costi per l’uso delle infrastrutture di rete e dei servizi che garantiscono la consegna dell’energia e l’equilibrio del sistema elettrico (dispacciamento): questi costi sono coperti da tariffe stabilite dall’Autorità, che le imprese di vendita pagano a loro volta al distributore locale.
I clienti del mercato libero continueranno inoltre a pagare le medesime imposte.
Per i clienti domestici ed i clienti con consumi ridotti alimentati in bassa tensione (imprese con meno di 50 dipendenti e fatturato annuo fino a 10 milioni di euro), che non cambiano fornitore invece, l’Autorità definisce condizioni economiche e prezzi di riferimento, basati sui costi effettivi del servizio e che comprendono tutte le componenti sopra ricordate.

Se cambio venditore corro il rischio di rimanere senza elettricità?
No, non ci sono rischi di interruzione. Le operazioni di trasferimento di un cliente da un venditore ad un altro non comportano alcun intervento sugli impianti. Quando si cambia venditore cambia solo la gestione commerciale e amministrativa della fornitura, la continuità del servizio resta assicurata.

Se cambio venditore rischio di pagare due volte gli stessi consumi?
No. Quando si cambia venditore viene registrata una lettura del contatore. Questa lettura serve al vecchio venditore per emettere la sua ultima bolletta, di chiusura del rapporto, e viene utilizzata dal nuovo venditore come punto di partenza per conteggiare i consumi ed emettere le proprie bollette. Nessun venditore può chiedere pagamenti per un servizio fornito da altri: in questo caso il cliente può protestare e, se ha già pagato per errore, farsi restituire l’intera somma maggiorata degli interessi legali.

Se cambio venditore chi mi invierà la bolletta?
Una volta completata la procedura di sostituzione del venditore sarà il nuovo venditore ad inviare le bollette comprensive di tutti i costi del servizio. Il vecchio venditore invierà l’ultima bolletta di conguaglio, basata sui consumi effettuati fino al momento del passaggio al nuovo venditore.

Costa cambiare venditore?
I clienti domestici non devono sostenere spese per la procedura di sostituzione del venditore. Potrebbe invece essere richiesto il pagamento dell'imposta di bollo (Euro 14,62) sul nuovo contratto, nei casi previsti dalla normativa fiscale: contratto di fornitura non redatto sottoforma di corrispondenza commerciale ovvero contratto redatto sottoforma di corrispondenza ma che necessiti di registrazione presso l'Ufficio del Registro.

Per cambiare venditore, bisogna sostituire il contatore o modificare l’impianto elettrico?
No, non è necessario alcun intervento sul contatore o sugli impianti.


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